Incipit 4 – Ritorno

Avevo visto uomini che tagliavano arance come mele, che maltrattavano la loro buccia carnosa e la gettavano frettolosamente come sporca carta igienica. Avevo avuto notizie di uomini che avevano perso le loro onde, che guardavano quelle cattedrali basiti. Avevo conosciuto uomini che lavoravano vigorosamente sotto una pioggia ignorante, che rimanevano umili di fronte ad un sole non abbastanza pallido. Avevo raccontato storie di uomini che bevevano per dimenticare, che mangiavano per nutrirsi e che sconoscevano i frutti a te più cari. I miei capelli, oramai fumosi, erano il segno che da troppo tempo ero stato esiliato.

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San Martino del Carso (un secolo dopo)

In questa dolce e soffice giornata di tarda primavera sono così lontani i boati dei mortai e i brandelli di muro tenuti su da calce precaria che si sgretola velocemente come l’anima di chi convive con l’ombra della morte.

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Scandiscono, ora, il paesaggio verdi-più-che-mai filari di vite anziché lugubri trincee cariche di silenzio e terrore. Gli orti ridenti di solanacee che sorridono al sole non ricordano certo le bocche digrignanti volte al plenilunio. I Ciliegi traboccano di frutti quasi maturi e irradiano un’armonia che non lascia spazio a fraintendimenti. Le doline adesso sono coacervi di mille piante vive non certo di cadaveri di soldati. L’Isonzo scorre mellifluo e non porta odore di tomba.
Non ho avuto la sfortuna di vedere l’Orrore e ne sono profondamente contento: di fronte a tanta bellezza non sono mai stato tanto attaccato alla Vita.

 

San Martino del Carso (a century later)

In this sweet and soft day of a late spring far are the rumbles of the mortars and the wall scraps standing up with unstable lime already crushing down as the soul living with the shadow of death.

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Now the landscape is marked by the green-than-ever vine lines rather than by trenchs full of silence and terror. Fresh Vegetable gardens of solanaceae smiling to the sun don’t recall the grinding mouths towards the full moon. Cherry-trees overflow of almost ripe fruits radiating an harmony free of any misunderstanding. Sinkholes now are a mass of a thousands living plants surely not of soldier’s corps. Isonzo flows mellifluous and doesn’t bring the smell of graves.
I didn’t have the misfortune to see the Horror and I am deeply glad for it: facing all this beauty I never been so much attached to Life.

Sullo Strøget

L’aria immobile sullo Strøget d’inverno
quella sensazione di vivere in eterno
senza orientamento mi aggiro indiscreto
come uno squalo in formaldeide
condannato all’estetica dello stupore
l’inerzia rimane, il torpore risale
come il gelido vento che carezza i canali
e flette i fuscelli di spazio e di tempoNyhavn

questa sera voglio trovare
l’indirizzo della beatitudine
questa sera voglio annegare
la stupida apatia
tra i canti delle sirene
colmi di lussuria e follia
e i sussurri delle valchirie
alla ricerca dell’anima giusta

Nel porto sepolto approdo sicuro
per gente che vuole fuggire lontano
ma non troppo lontano come finti reietti
fusi al clamore, alle merci d’oriente,
alle masse confuse tra le strade cristiane
Il grido di pace tra le volute
del fumo convulso e stereotipato
Simbolo triste di un sogno mancato

questa sera voglio trovare
l’indirizzo della beatitudine
questa sera voglio annegare
la stupida apatia
tra i canti delle sirene
colmi di lussuria e follia
e i sussurri delle valchirie
alla ricerca dell’anima giusta

questa sera non posso mancare
l’appuntamento con l’ebbrezza
non voglio più consumare
la solita fetta d’angoscia
senza tappi di cera
sospeso nel vuoto
assisto curioso
alla sfida tra tenebre e luce


Static air on the Strøget in the winter time
sensation to live forever
without orientation i move around, indiscreet
as a shark in formaldehyde
convicted to aesthetics of astonishment
inertia remains, torpidity returns
flexing the reeds of time and space

tonight i wish to find
the bliss address
tonight i wish drown
this stupid apathy
through Mermaid’s songs
full of luxury and insanity
and Valkyrie’s whispers
looking for the right soul

In the buried harbour, safe dock
for people escaping far away
but not too far as false rejects
melted to the clamour, and oriental goods
to confused masses in the Christian roads
Peace’s Howl through curls
of unrestrained and stereotyped smoke
Sad symbol of a missed dream

tonight i wish to find
the bliss address
tonight i wish drown
this stupid apathy
through Mermaid’s songs
full of luxury and insanity
and Valkyrie’s whispers
looking for the right soul

tonight I can’t miss
the date with euphoria
I don’t want to consume
the usual anguish’s slice
without wax’s plugs
suspended in the empty space
I curious attend
to the game among darkness and light