La direction du mal-être

Ami, remplis mon verre,
Sans les mains jointes
Dans la direction du mal-être,
Les cheveux sont blancs désormais,
Sois sage mon ami,
Remplis mon verre.


Amico, riempimi il bicchiere,
Senza le mani giunte
Nella direzione del malessere,
I capelli son bianchi ormai,
Sii buono mio amico,
Riempimi il bicchiere.


Friend, fill my glass,
Without the hands joined
In the direction of ill-being,
The hair is already white,
Be wise my friend,
Fill my glass.

Partenza

Avevo terminato le lacrime per mostrarle la mia riconoscenza.
I miei occhi ormai aridi, un humus di ricordi fra le conosciute vie.
Il mio leggero sguardo non aveva più prede, se non la realtà.

Avevo terminato le lacrime per mostrarle la mia paura.
La mia angoscia non bagnava più i miei piedi,
L’ansia seguiva felice il mio passo.

Non aveva più meta il mio lento camminare,
se non calpestare,
per l’ultima volta,
quella realtà.

Paris_Panorama.png

Upstream – Risalendo la corrente

How long did it rain yesterday?

Passing ruthless through cities;
those rivers,
where do they get the water from?

Swimming in directions
opposite to gravity
as a goofy salmon
with no bears to fear

Climbing smooth walls
of fog and drizzle
big salamander
afraid of height

The cry of the marmot
announces
our out-of-placeness
in this land

Birds of prey
hover around
showing off their
slender figures

Snaking out,
earthly paths
lead the way
to the sky we long to see

 

upstream
Foto di Salvatore Minissale

 

Quanto ha piovuto da ieri?

Attraverso città spietati;
questi fiumi,
da dove arrivano le loro acque?

Nuotiamo in direzioni
opposte alla gravità
come salmoni goffi
con nessun orso da temere

Scaliamo pareti lisce
di nebbia e gocce leggere
grandi salamandre
che odiano l’altezza

Il grido della marmotta
annuncia il nostro
esser fuori luogo
su questa terra

Uccelli rapaci
aleggiano
ostentando
la loro snella figura

Serpeggiando,
cammini terrosi
ci guidano verso il cielo
dall’agognata vista

 

Salvatore Minissale

Ascesa – Ascending

Il respiro della civiltà
ascende in sordina,
sottofondo attutito dalla vertigine.

L’agrifoglio sull’orlo del precipizio,
bacche vermiglie sfidano
il vuoto.

Nebbia che si disperde,
vapore evaporato,
d’improvviso mostra
la grandezza del selciato calcareo.

 

agrifoglio
Foto di S. Minissale

 

Breath of civilization
damped ascends,
background muffled by vertigo.


The holly on the edge of the cliff,
scarlet berries challenge
the void.

Fog scattering,
evaporated vapour,
suddenly shows
the splendor of the limestone.

Salvatore Minissale

Nuova Epica Sicitaliana

Pedante e pedagogo, un’evidente radice comune (dal greco pais, fanciullo), una differenza di significato abbastanza netta.
Un pedagogo deve essere necessariamente pedante?
Non credo, un pedante spesso lascia solo ricordi negativi mentre penso che un pedagogo sia qualcuno capace di lasciare delle tracce utili e positive. Questi due aggettivi sono chiaramente abbastanza soggettivi e solo il tempo può caricarli di un concreto valore, che rimane comunque personale. Adesso, dopo un decennio, dalla fine dei miei studi obbligatori, mi accorgo che parecchie tracce, allora considerate solo semplici simpatici gradevoli graffi, si rivelano tutt’altro che innocue e probabilmente utili. Chiamerò il professore che alcune di tali tracce ha segnato, BA; BA come il tragitto Biancavilla-Adrano che ogni mattino ero costretto a intraprendere per recarmi al tempio della sacra istruzione obbligatoria di secondo grado.

Il fluire pedagogico di BA era contraddistinto, tra le altre, da tre caratteristiche: la prima, la più innocua, era aver creato un personaggio pseudo fittizio senza qualità da utilizzare come meglio pensava nelle sue storielle o parabole (darò il nome di Minissali a tale personaggio); la seconda caratteristica era il frequente utilizzo del sicitaliano, ovvero una miscela aleatoria di siciliano e italiano. Infine, la terza peculiarità era un maniacale e ricorrente utilizzo di alcune parole, che risultavano per questa ragione svuotate di significato agli occhi dei suoi acusmatici.  Queste due ultime caratteristiche (ben miscelate con un costante disaccordo tra aggettivo, sostantivo e verbo, in genere e numero) decredibilizzavano ai tempi la sua figura, almeno ai miei occhi. Mi accorgo, adesso, che proprio grazie a tali caratteristiche, non so quanto volontariamente utilizzate, le sue lectio magistralis hanno assunto per me un carattere quasi epico. Le parole ricorrenti erano come un tamburo tribale che dettava il ritmo nella sua danza leggiadra fra i grafitici banchi di scuola. Il sicitaliano un’armonia che caricava di epos la sua favella. Ritmo e armonia che creavano una Nuova Epica in salsa Sicitaliana (NES). È forse la potenza espressiva del NES che lo rende pedagogicamente attraente ed efficace. È sicuramente la potenza espressiva del NES che permette a BA di lasciare tracce e rendere ancora vivi nella mia memoria alcune poesie/autori/testi. BA non crea nuove forme e nuove storie. Con un lavoro di riadattamento crea un mondo non nuovo ma originale, abitato da personaggi e luoghi antichi, vestiti di una luce nuova. Il NES viene applicato a tutte le letterature: Ulisse è un bruto scaricatore di porto, il miles di Plauto non è più gloriosus, Carducci un poeta dialettarele. Ma il NES di BA raggiunge forse il suo apice nella creazione di una nuova Commedia. BA risciacqua i suoi panni nello Ionio e riscrive così la sua Divina Commedia aggiungendo prosopopea qb. Uno degli esempi più fulgidi di ciò che il NES è, è senza dubbio la spiegazione della legge del contrappasso, ecco un estratto:

“Faciti finta ca iu sugnu Danti, e vai’a spiegari a legge du contrappasso. Comu fazzu? Pigghiamu ‘n cristianu a casu, Minissali. Iddu na sa vita na fattu di cotti e di crude, fimmini, cosi… insomma è ‘n pezzu di … (gesto rotatorio della mano), diciamo un mascalzone. Perciò quannu u signuruzzu decide di mmazzarlo, u bbia all’Inferno. Ora u problema è che a Minissali ci piace assai a Cocacola, ed è qui che entra in gioco la legge del contrappasso. U Diavulu, che per definizione è diabolico comu sulu u Diavolu, invintau sta regola. Ppi farici capire ca nan sa viviri assai Cocacola, Minissali sarà punito per l’eternità in questo modo: du diavoli di basso rango u pigghiunu ogni matina versu i 7 e ci ziccunu na sucalora nda ucca. Da questo tubo cola Cocacola in continuazione ma con un cannaggio abbastanza forti da fare ffuccari Minissali, e la Cocacola ci nesci da tutti i purtusi, a ucca, a nasca, l’aricchi… e macari basta (gesto rotatorio della mano). Chissa è la legge del contrappasso fisica. Ma ne esiste un’altra di tipo mentale. Sempre i du diavoli risbigghiano ogni matina Minissali e lo incatenano in una serra assolata, screenshot_2016-12-10-01-28-05dove ci sono 40°C, di fronte a una vetrina. Una volta incatenato, i diavoli rapuno la tendina della vetrina. Quello che Minissali vede è uno spettacolo raccapricciante. Un sciume di Cocacola, menza ghiacciata, scorre di fronte a lui. Quando iddu comincia a sudare arrivano famiglie di dannati che piantano l’ombrellone in una spiaggetta e poi si bbiano ndo sciumi per rinfrescarsi. Giocano a palla e a racchettoni, mettono il meloni in una ansa per rinfrescarlo. E bevono Cocacola ghiacciata a garganella. Intanto Minissali suda e soffre. E suderà e soffrirà per l’eternità guardando sto sciumi di Cocacola.”

Cercando di essere un buon pedagogo, BA spiega la legge del contrappasso, ma parallelamente la utilizza con un altro scopo: sferzare un attacco agli eccessi del consumismo. La Coca-cola è qui rappresentata in maniera diabolica. Essa arriva fredda dai meandri caldi dell’inferno, per corrompere l’uomo, gettandolo nello sconforto, mostrandogli oasi di pace destinate presto a dileguarsi. Per fare tutto ciò BA costruisce una cornice solida basata sulla calura, sul sudore, sulla una luce prepotente, sulle visioni estive che un uomo del sud ha sicuramente sperimentato nella sua vita. Come una aedo, cerca un terreno comune con il pubblico per imbastire la sua storia, per costruire la sua epica, la sua Nuova Epica Sicitaliana.

Rotazioni serali – Evening rotations

Stella appoggiata sul monte,
profilo nella sera
Le sfumature di buio
rivelano le distanze

Le nostre distanze fisiche
le nostre distanze mentali

La stella fluttua ancora sulla montagna
l’unica in questo imbrunire
Fari fendono il sentiero
lontani, vicini e poi lontani

Al centro di questa valle,
ancorato al suolo,
ruoto di 360 gradi
in entrambi i sensi

Ancora la stella,
ora, amuleto minimo sul capo del monte

Ancora io,
di fronte il dubbio e lo stupore

monte
Foto di Salvatore Minissale

Star leaning on the mountain,
contour in the evening
The shades of darkness
reveal distances

Our physical distances
Our mental distances

The star still floats on the mount
the only one in this nightfall
Headlights plough through the path
far away, closer and far again

In the middle of the valley
anchored to the ground
I revolve over 360 degrees
in both directions

The star still there,
now, minimal amulet on the head of the mount

Me still here,
in front, the doubt and the wonder

Salvatore Minissale