Chi siamo/Who?

Il blog nasce dall’idea di cinque diverse menti, dislocate in quattro differenti aree dell’Europa, e rappresenta tanto l’ideale spazio per l’espressione del non-detto quotidiano, quanto il tentativo tenace di resistere ai moti centrifughi del contemporaneo.
Ognuno di voi troverà dentro di sé un motivo valido  per recarsi a Nowhereville, ognuno può trovarci una parte di sé stesso che non ricordava di essere, ma nessuno paradossalmente può trovarsi qui, a Nowhereville.
Nel periodo compreso tra il 1980 e il 1987 Biancavilla, un paese in provincia di Catania (Sicilia), ha dato i natali ai cinque autori:

  • Riccardo R. (Novembre 1986) Dopo gli studi classici ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia. Attualmente vivo e lavoro a Catania, dove frequento la Scuola di Specializzazione in Neurologia. Quando il mondo quotidiano con la sua frenesia mi stordisce, l’unica cosa sensata che riesco a fare è sedermi, pensare, scrivere. Se ho deciso di intraprendere un viaggio per raggiungere Nowhereville, è perché qui so di incontrare gente che mi sta a cuore e alla quale ho ancora molto da dire.
  • Marco M. (Settembre 1987) Da sempre attratto dal raffaelliano ditone platonico, mi laureo in Fisica e Astrofisica sperando di trovare tranquillità nello studio degli astri. Conseguo un dottorato in Fisica a Parigi, dove attualmente lavoro come ricercatore. Sono stato spesso tacciato di relativismo, nichilismo, idealismo, qualunquismo, situazionismo, materialismo, esistenzialismo e ultimamente anche di lassismo; scrivere su Nowhereville rappresenta per me l’occasione per uscire fuori da questa palude di ismi (o rimanerci definitivamente impantanato).
  • Salvatore M. (Dicembre 1980) Non credo ci sia altra ragione per scrivere su questo blog che il puro esibizionismo, Nowhereville non è il non posto dove perdermi o ritrovarmi, non è il non luogo in cui riflettere o analizzare, non è neanche una parte di me perché gorgianamente non esisto… Dopo anni vissuti nel già citato paesello e nella contigua città in cui conseguo una laurea in Fisica, decido di esportare il mio fatalismo isolano in vari angoli del pianeta. Data la mia pessima opinione del futuro non faccio piani ed ascolto musica per scandire il tempo.
  • Salvatore P. (Gennaio 1981) Rifiuto tutto ciò che è vistoso e banale. Tendo ad essere scettico verso i capricci delle tendenze e della moda. Studi scientifici seguiti da quelli universitari in Ingegneria Elettronica. Studi abbandonati al IV anno per iniziare a lavorare nel mondo delle rinnovabili: volevo cambiare il mondo… tacciato di eresia dagli Inquisitori del pensiero Unico, a Nowhereville ho deciso di rifugiarmi.
  • Galfio M. (Agosto 1982) Vivo da tanto tempo inseguendo sentieri intrecciati; trame di ragno ondivaghe e irrequiete che il mio pseudo-multiforme animo cerca di captare: poesia, pittura, musica, fotografia, robotica e altro ancora…Solitamente trovo le maggiori emozioni sotto gli alberi nei boschi, quando i timidi raggi di sole filtrano e riscaldano la sparuta e residua volontà di esistenza. A Nowhereville ci sono giunto senza una reale motivazione, come la vita d’altronde.

Autori che collaborano:

      • Vito Paolo DPS (Gennaio 1989) Filologo. Scettico per natura e per formazione. Ho passato la maggior parte della vita a imparare lingue che non esistono più. Per mania di collezionismo forse, ma soprattutto per il privilegio di lavorare sull’invisibile. Platone dice che alla fine si vive meglio nei luoghi che non esistono. Non so se è giusto, ma è vero senza dubbio che prima o poi le persone in grado di pensare criticamente finiscono per incontrarsi nelle utopie.
        Per Nowhereville curo la rubrica Radices. È uno spazio dedicato al Mondo Antico e ai suoi frammenti scomposti. Non c’è un vero filo rosso se non il tentativo di riportare alla luce aspetti di un mondo remoto il cui accesso è normalmente precluso ad un pubblico non specializzato. Ogni tanto proviamo anche a smentire qualche brutto luogo comune che i libri del Liceo hanno inculcato nelle teste degli allievi.
      • Chiara C. (Luglio 1987) Appassionata di arte e del non-detto, ho deciso di studiare comunicazione e giornalismo (neanche la scusa del pianista in un bordello ha consolato i miei genitori). Dopo aver conseguito tre diplomi di laurea e collezionato numerosi stage nella cultura, nel no-profit e nel giornalismo, sono ancora alla ricerca di un lavoro serio. Intanto, continuo a cercare un senso in questo scambio di informazioni umane, in una sala di un museo e a Nowhereville.
        Per Nowhereville curo la rubrica Million Corners. La parola arte, etimologicamente, significa “andare, mettersi in moto verso qualcuno o qualcosa”, ma allo stesso tempo esprime in origine l’azione del “portare più vicino”. Come diceva Picasso, l’arte non è solo un’operazione estetica, è un’azione di mediazione tra il mondo ostile e noi umani, sotto forma di magia. È questo che rende l’arte così vicina a noi, attraverso l’empatia, ma così lontana, quando applichiamo la ragione. Ogni opera nasconde una storia, un significato, ma lascia sempre, tra le forme e i colori, il dubbio del non-detto.
      • Rosa L. (Giugno 1987) Nata e cresciuta nel luogo circoscritto per eccellenza, un’isola, ho studiato sin da piccola ciò che mi avrebbe potuto proiettare un po’ altrove un po’ ovunque: lingue straniere. In tutte le loro declinazioni. Attualmente a Roma per un lavoro che mi fa accumulare storie su storie ad ogni check-in, in realtà vivo bene solo in posti di transizione. Ecco perché je suis où je vais. Amo tutto ciò che ha a che fare con le parole e i suoni, e cerco di affilare l’unica arma che cuore-cervello hanno a disposizione: la comunicazione. Scrivo PER rendere generale una mia opinione particolare. Scrivo A random. Scrivo SULLA risorsa narrativa più potente barra interessante: quella umana. Ma leggo di più.

The idea for this blog comes from five different individualities, living all across europe, and it can be seen as an ideal space for expressing the everyday unsaid, as well as a firm effort to resist the centrifugal movements of contemporaneity. Everyone of you will find a valid reason to get to Nowhereville, everyone of you can look for a forgotten part of itself, but no one can, paradoxically, be here, in Nowhereville. In the time lapse spanning from 1980 to 1987 Biancavilla, a small town close to the city of Catania, has witnessed the birth of the five authors:

        • Riccardo R. (November 1986) After classical studies, I obtained a degree in Medicine. I live and work in the city of Catania, where I am attending the specialty in neurology. When everyday life frenzy dazes me, the only sensible thing I can do is sitting down, thinking and writing. I decide to take this journey to Nowhereville because here I know I am meeting people I care for and whom I have a lot still to share with.
        • Marco M. (September 1987) Attracted since ever by the raphaelian big platonic finger, I studied Physics and Astronomy, hoping I could find some peace in exploring the stars. I got a PhD in Paris, where I still live working as a researcher. I have been called relativist, nichilist, idealist, whateverist, situationist, materialist, existentialist, and lately even laxist; writing on Nowhereville represents for me an occasion to escape this -ists swamp (or maybe to get definetly bogged down).
        • Salvatore M. (December 1980) The only reason I am writing on this blog is mere exibitionism. Nowhereville is not the no-place where I want to loose or find myself in, it is not the no-space where to reflect or to analyse, it is not even a part of me for I, gorgiasously, don’t exist… After years spent in a town and the nearby city, where I studied Physics, I decide to export somewhere else my islander fatalism. Due to my pretty bad opinion on future, I make no plans and I listen to music just to mark time.
        • Salvatore P. (January 1981) I reject all that is flashy and trivial. I tend to be skeptical about the whims of trends and fashion. Scientific studies followed by university in Electronic Engineering. Studies dropped on the fourth year to start working in the world of renewable: I wanted to change the world …accused of heresy by the Inquisitors of ‘One Way of Thinking’, I decided to take refuge in Nowhereville.
        • Galfio M. (August 1982) I live from long time, following intertwined paths, from the sea to the mountains passing trough memory; plots spider undulating and restless that my pseudo-many-sided mind tries to ‌intercept: poetry, painting, music, photography, science, robotics and more and more…Usually I find the greatest emotions under the trees in the woods, when the timid sunbeams filter and heat the residual and meager will of existence. I am here in Nowhereville without any reason, as life after all.

Associate authors:

        • Vito Paolo DPS (January 1989) Philologist, skeptic by nature and profession. I’ve spent my life learning languages which have disappeared long ago. The reason of that is probably a strange form of collecting mania, but also the privilege of working on the invisible.  Plato says you can live conveniently in Nowhere. I don’t know whether this statement is correct, but it’s true without doubt that thinkers end up meeting in utopias.
          For Nowhereville I edit Radices. This is a section about the Ancient World and his scattered fragments. There is not an actual common thread beside the attempt of bringing to light some aspect of this remote world which is normally precluded to a non specialized reader. We also try to belie some bad common place perpetuated by the high school handbooks.
        • Chiara C. (July 1987) Passionate of art and unsaid, I have decided to study communication and journalism (not even the excuse that I play the piano in a brothel comforted my parents). After three university degrees and many internships in culture, no-profit and journalism, I’m still searching a meaning in this exchange of human informations, in a museum and in Nowhereville.
          For Nowhereville I edit Million Corners. The word art, etymologically, means “go, move towards someone or something”, but, in the same time it expresses, in its origins, the action of “bringing closer”.  As Picasso said, art is not only an aesthetic operation, it is an action of mediation, between the world, a hostile place, and the human being, in the form of magic. It is all this that makes art so close to us, through empathy, but also so far, when we apply reason. Every artwork hides a story, a meaning, but leaves always, between the form and the colors, the doubt of the unsaid. 
        • Rosa L. (June 1987) Born and raised in the isolated place for itself, an Island, I have been studying what most could have pushed me a little bit beyond, throw me a little bit else- and everywhere: foreign languages. In all their declensions and undertones. Currently in Rome for a job that makes me collect piles of stories at every check-in time, honestly I live well and stay better only temporarily stuck in transition (places). That’s why I am where I go. I love everything has a connection with words and sounds, and I am always trying to sharpen the only weapon that the heart-brain ensemble owns: communication. I write to turn a personal opinion into an overall one. I write randomly. I write about the most powerful slash interesting narrative resource on earth: the human one. But I read more.
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