Partenza

Avevo terminato le lacrime per mostrarle la mia riconoscenza.
I miei occhi ormai aridi, un humus di ricordi fra le conosciute vie.
Il mio leggero sguardo non aveva più prede, se non la realtà.

Avevo terminato le lacrime per mostrarle la mia paura.
La mia angoscia non bagnava più i miei piedi,
L’ansia seguiva felice il mio passo.

Non aveva più meta il mio lento camminare,
se non calpestare,
per l’ultima volta,
quella realtà.

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Ritratto – Portrait

blaise-cendrars

Quando Marc Chagall introdusse il suo nuovo stile pittorico nella Parigi dei primi anni del ‘900 dominata dal cubismo, i primi a comprenderne le grandi potenzialità espressive non furono artisti, ma poeti. Tra questi Blaise Cendrars, che parlava russo, divenne il suo più intimo amico. Cendrars trovò il titolo per alcune opere del pittore e gli dedicò diverse composizioni.

 

When Marc Chagall introduced his new style of painting in the Paris of the early ‘900 dominated by Cubism, the first to understand the great expressive potential were not artists, but poets. Among them Blaise Cendrars, who spoke Russian, became his closest friend. Cendrars found the title for some works of the painter and dedicated to him several compositions.

 


Il dort
Il est éveillé
Tout à coup, il peint
Il prend une église et peint avec une église
Il prend une vache et peint avec une vache
Avec une sardine
Avec des têtes, des mains, des couteaux
Il peint avec un nerf de bœuf
Il peint avec toutes les sales passions d’une petite ville juive
Avec toute la sexualité exacerbée de la province russe
Pour la France
Sans sensualité
Il peint avec ses cuissesAlla Russia, agli asini, agli altri
Il a les yeux au cul
Et c’est tout à coup votre portrait
C’est toi lecteur
C’est moi
C’est lui
C’est sa fiancée
C’est l’épicier du coin
La vachère
La sage-femme
Il y a des baquets de sang
On y lave les nouveaux-nés
Des ciels de folie
Bouches de modernité
La Tour en tire-bouchon
Des mains
Le Christ
Le Christ c’est lui
Il a passé son enfance sur la croix
Il se suicide tous les jours
Tout à coup, il ne peint plus
Il était éveillé
Il dort maintenant
Il s’étrangle avec sa cravate
Chagall est étonné de vivre encore.


Dorme / E’ sveglio / All’improvviso dipinge / Prende una chiesa e dipinge con una chiesa / Prende una mucca e dipinge con una mucca / Con un’acciuga / Con teste, con mani, con coltelli / Dipinge col sibilo del toro / Dipinge con tutte le sporche passioni di una piccola città ebrea / Con tutta la sessualità sfrenata della provincia russa / Per i francesi / Senza sensualità / Egli dipinge con le sue cosce / Tiene gli occhi sul culo / E all’improvviso ecco il tuo ritratto / Sei tu lettore / Sono io / E’ lui / E’ la sua fidanzata / E’ il droghiere all’angolo / La ragazza che riporta a casa le mucche / la levatrice / Secchi di sangue / Dove lavano i bambini appena nati / Cieli impazziti / Bocca della modernità / Torre cavatappi / Mani / Cristo / E’ lui Cristo / Ha passato l’infanzia sulla croce / Si suicida ogni giorno / D’improvviso non dipinge più / Era sveglio / Ma adesso dorme / Si strozza con la cravatta / Chagall è stupito di essere ancora vivo.

(traduzione di R. Ricceri)

Sinner – Peccatore

L’1 giugno del 1310, in Place de Grève a Parigi, oggi Place de l’Hôtel-de-Ville – Esplanade de la Libération, veniva arsa per eresia la religiosa e teologa francese Marguerite Porete. Marguerite si rifiutò fino alla fine di ritrattare le sue idee e di ritirare il suo principale scritto, Lo specchio delle anime semplici, che tanta parte ebbe nello sviluppo del movimento del Libero Spirito (dichiarato eresia nel Concilio di Vienne del 1311-12) e in quello di Meister Eckhart.
Il poeta irlandese James Harpur, nel raccontarci i suoi ultimi momenti, ci invita a una dolorosa riflessione sulle dinamiche del potere e della violenza che seguono al fanatismo religioso e ideologico. Harpur si affida ai versi, consapevole della forza della poesia nel penetrare l’escatologia della vita e i grandi temi dell’esistenza, come lui stesso racconta in un’intervista rilasciata per Poetry Ireland Review.

On 1 June 1310, in Place de Greve in Paris, now Place de l’Hôtel-de-Ville – Esplanade de la Libération, the French theologian and religious Marguerite Porete was burned for heresy. Marguerite refused to the end to retract her ideas and to withdraw her main written, The Mirror of Simple Souls, important text for the development of the Movement of the Free Spirit (declared heresy in 1311-12 at the Council of Vienne) and for the thought of  Meister Eckhart.
The Irish poet James Harpur, telling her last moments, invites us to a painful reflection on power’s dynamics and on violence following to religious and ideological fanaticism. Harpur resorts to verses, aware of the power of poetry to penetrate eschatology of life and great themes of existence, as he declared in an interview for Poetry Ireland Review.


 

i.m. Marguerite Porete, died in Paris, 1 June, 1310

James-HarpurWithout a will no one can sin, she said.
Who cannot sin except the Lord?
We didn’t want her dead.

But she insisted on spreading lies
To simpletons and miscreants;
We had to stop her heresies.

Besides, she was a pseudo-mulier
Not fish or fowl, but smelling of them both
In the smoke that purified the square

Her face a wilting fleur-de-lys
Above the sackcloth of her body.
She had some dignity

Until the flame’s red claws
Were gripping at her face
And carried out god’s law –

Screeching like a thousand geese
The crowd let out a choral groan
When gold broke from her eyes.

But we were sanguine: the pyre
Released the soul she wanted god to enter
And sent it weeping to eternal fire.

That night we damped her ashes in the Seine –
‘Let her preach to fishes
About the will and its annihilation!’

Without a will no one can sin.
We didn’t sin: our will was god’s.
Our work was holy doctrine

Our reasoning was unassailably strong,
We had a thousand years of learning
Why did she swear that we were wrong?

Unless her words were not her own –
Then whose? Who spoke that filth?
Who gave her that conviction

If not the devil? No one spouts
With that intensity unless mad, evil:
Or touched by god, which she was not.

We had to safeguard others from her yeast,
Her hatred for us. She had to die.
She had to die – so help me Christ.

 


in memoria di Marguerite Porete, morta a Parigi il 1° giugno 1310

Senza la volontà nessuno pecca, diceva.
Ma chi non pecca se non il Signore?
Di noi nessuno morta la voleva

Ma lei insisteva a spargere bugie
Fra i semplicioni e fra i miscredenti;
Le sue eresie dovevamo fermarle.

E inoltre era una pseudo-mulier
Né carne né pesce, ma puzzava di entrambi
In mezzo al fumo che mondò la piazza

Il viso un fiordaliso che avvizzisce
Sopra il sacco di tela del suo corpo.
Mantenne una certa dignità

Finché gli artigli rossi delle fiamme
Non le azzannarono la faccia
Adempiendo alla legge di dio –

Strepitando come mille oche
La folla emise un gemito corale
Quando l’oro le zampillò dagli occhi.

Ma fummo fiduciosi: la pira
Liberò l’anima in cui lei voleva che dio entrasse
E la mandò piangente al fuoco eterno.

Quella notte le ceneri le scaricammo nella Senna –
“Faccia prediche ai pesci
Sul volere ed il suo annientamento!”

Senza la volontà nessuno pecca.
Noi non peccammo: la nostra era la volontà di dio.
La nostra opera era sacra dottrina

Il nostro ragionare valido e irrefutabile,
Abbiamo mille anni di sapere.
Perché giurava ch’eravamo in errore?

A meno che non fossero sue quelle parole –
Di chi dunque? Chi diceva simili sozzure?
Chi le dava convinzioni simili

Se non il diavolo? Nessuno blatera
Con quell’intensità se non pazzo, malvagio;
O toccato da dio, cosa che lei non era.

Dovevamo proteggere gli altri da quel suo lievito,
L’odio per noi. Doveva morire.
Doveva morire – Cristo mi aiuti.

(traduzione di Francesca Diano)